Ma basta analizzare anche solo brevemente l’universo per capire che una tale affermazione è completamente fuori dalla realtà. Le coincidenze possono solo portare al caos, mentre l’ordine, e non il caos, è predominante nell’universo. E questo ordine ci dà la prova della esistenza e del potere eterno di Allah, Che ha creato l’universo dal nulla e lo ha formato.
La distanza della terra dal sole, l’inclinazione del suo asse rispetto alla sua orbita, gli equilibri dell’atmosfera, la velocità rotazionale della terra attorno al suo asse ed attorno al sole, le funzioni degli oceani e delle montagne sulla terra, le caratteristiche degli esseri viventi, e l’interazione di tutto questo, sono solo alcuni degli elementi di questo equilibrio ecologico.
Se si confronta la terra con gli altri pianeti, è ancora più evidente che è stata progettata appositamente per l’uomo. Ad esempio l’acqua è un composto chimico che si trova solo raramente nello spazio. L’acqua in forma liquida esiste solo sul nostro pianeta, tra tutti i pianeti del sistema solare. Ed il 70% del mondo è composto d’acqua. Milioni di varietà di esseri viventi ci vivono dentro. Il congelamento dell’acqua, la sua capacità di attirare e trattenere il calore, l’esistenza di immense masse d’acqua sotto forma di oceani, e la uniforme distribuzione del calore in tutto il mondo, sono tutte caratteristiche esclusive della terra. In nessun altro pianeta vi è una simile massa d’acqua in circolazione.
L’asse della terra è inclinato di 23 gradi rispetto alla sua orbita. Le stagioni si formano grazie a questa inclinazione. Se questa fosse di più o di meno di quanto lo è adesso, le differenze di temperatura tra le stagioni raggiungerebbero gli estremi, e di conseguenza sulla terra si avrebbero delle estati estremamente calde e degli inverni estremamente freddi.
La terra ruota attorno al suo asse ad una velocità che è la più adeguata per gli esseri viventi. Quando guardiamo gli altri pianeti nel sistema solare, vediamo che anche da loro esistono la notte ed il giorno. Ma le differenze nella loro durata, che sono molto più grandi di quelle della terra, danno come risultato altissime differenze di temperatura tra notte e giorno. La furiosa forza del vento nelle atmosfere degli altri pianeti non è riscontrabile sulla terra, proprio a causa della sua rotazione così equilibrata.
I gas che costituiscono la nostra atmosfera, e la loro concentrazione, sono estremamente importanti per l’esistenza non solo degli esseri umani, ma anche di tutti gli altri esseri viventi sulla terra. La formazione dei gas nell’atmosfera, proprio in quelle giuste proporzioni che rimangono sempre costanti, è resa possibile dalla coesistenza di numerosi delicati equilibri.
Altre centinaia di esempi si possono elencare, in aggiunta a quelli menzionati finora. Ma anche solo questi, comunque, già rivelano una inconfutabile realtà:
Il mondo in cui viviamo è stato appositamente costruito per la sopravvivenza degli esseri viventi. Ed è il prodotto non di una coincidenza, ma di un ordine cosciente.
Questo ordine perfetto, predominante su tutto l’universo, ci porta ad un’unica conclusione: Un Creatore con un potere ed una saggezza infiniti, cioè Allah, Che è il Detentore di tutti i mondi, ha creato l’universo.
D’altra parte l’ossigeno reagisce con altri atomi, composti organici, e addirittura con le pietre. E queste reazioni producono le molecole più essenziali per la vita, come l’acqua e l’anidride carbonica.
E quanti segni nei cieli e sulla terra, eppure gli uomini gli passano accanto voltando loro le spalle. (Surah Yusuf: 105) |
Diamo uno sguardo all’ossigeno, per esempio, il gas reattivo più abbondante nell’atmosfera. La sua alta concentrazione nella nostra atmosfera è una delle caratteristiche che distinguono la terra dagli altri pianeti del sistema solare, dove non vi è traccia di ossigeno.
Ma se la concentrazione di ossigeno nell’atmosfera fosse più alta di quella che è, allora l’ossidazione sarebbe più rapida e le pietre ed i metalli si eroderebbero più velocemente. E così la terra stessa si disintegrerebbe a causa dell’erosione, e la vita animata ne sarebbe grandemente minacciata. Se vi fosse meno ossigeno, la respirazione sarebbe più difficile, e verrebbe prodotto meno ozono. E le variazioni nella quantità di ozono presente sulla terra sarebbero fatali per la vita stessa. Una quantità minore di ozono permetterebbe ai raggi ultravioletti del sole di arrivare sulla terra con una intensità molto elevata, e questo causerebbe l’estinzione degli esseri viventi. Ma una quantità di ozono maggiore, però, impedirebbe al calore del sole di arrivare a scaldare la terra, ed anche questo sarebbe fatale per tutti.
Anche l’anidride carbonica necessita di simili delicati equilibri. Le piante assorbono le radiazioni solari grazie a questo gas, che miscelano con l’acqua, formando del bicarbonato che dissolve le pietre, e che va a finire negli oceani. Le piante inoltre scompongono l’anidride carbonica ed emettono costantemente nell’atmosfera l’ossigeno, che è essenziale per la vita. L’anidride fa anche in modo che la terra mantenga un “effetto serra”, tenendone così costante l’attuale temperatura.
Se vi fosse meno anidride carbonica, vi sarebbe meno vita vegetale sulla terra e nel mare, con la conseguenza che vi sarebbe poi una minore quantità di cibo disponibile per gli animali. Vi sarebbe anche meno bicarbonato negli oceani, e questo porterebbe ad un aumento della loco acidità. Un aumento dell’anidride, invece, velocizzerebbe l’erosione chimica del suolo, il che contribuirebbe alla formazione di dannosi residui alcalini negli oceani. Inoltre aumenterebbe l’effetto serra, portando così ad un aumento della temperatura del suolo e la conseguente distruzione della vita sulla terra.
Come si è visto, l’esistenza dell’atmosfera è di grande importanza per la continuazione della vita sul nostro pianeta, ed un certo numero di condizioni astrofisiche devono coesistere per conservare l’atmosfera così com’è.
Per questo la terra deve ruotare attorno al suo asse ad una certa velocità (1.670 chilometri l’ora, all’altezza dell’equatore). Un aumento oltre un certo limite di tale velocità causerebbe un forte aumento della temperatura atmosferica, che a sua volta causerebbe un aumento della velocità di fuga delle molecole gassose dalla terra, portando così alla dispersione dell’atmosfera nello spazio ed alla sua scomparsa.
Se poi invece la velocità di rotazione fosse inferiore al necessario, allora la velocità di fuga delle molecole diminuirebbe causandone comunque la scomparsa dato che sarebbero assorbite dal suolo a causa degli effetti della forza di gravità.
Se questa inclinazione non ci fosse, la differenza di temperatura tra le zone polari e l’equatore aumenterebbe enormemente, rendendo così impossibile l’esistenza di una atmosfera in supporto alla vita.
Ma la terra non è livellata, e questo rende possibile il blocco delle potenziali poderose correnti d’aria, causate dalle differenze di calore. I dislivelli iniziano con la catena dell’Himalaya, tra il subcontinente Indiano e la Cina, continuano con i Monti Taurus in Anatolia, fino a raggiungere le Alpi in Europa, con delle catene montagnose che uniscono l’Oceano Atlantico ad ovest e l’Oceano Pacifico a Est. Negli oceani, l’eccesso di calore che si forma all’equatore viene incanalato verso nord e verso sud grazie alle proprietà dei liquidi, equilibrando così le differenze di calore.
Come si vede, l’esistenza dell’aria, uno degli elementi essenziali per la vita, è resa possibile solo con lo stabilirsi di migliaia di equilibri fisici ed ecologici. E per giunta, lo stabilirsi di questi equilibri sul nostro pianeta, da soli, non è sufficiente per la continuazione della vita sulla terra. Se il mondo, pur così com’è attualmente, con la sua struttura geofisica ed i suoi movimenti nello spazio, avesse una differente posizione nella galassia, quegli equilibri non esisterebbero.
Ad esempio, una stella più piccola, al posto del sole, renderebbe la terra un luogo estremamente freddo, mentre una stella più grande, invece, la brucerebbe.
Basta guardare i pianeti morti nello spazio, per capire che la terra non è il risultato di coincidenze casuali. Le condizioni essenziali per la vita sono tropo complicate, per essersi formate “da sole” ed a casaccio, e certamente nel sistema solare solo la terra è stata creata appositamente per la vita.
L’azoto viene convertito in ammoniaca dai fulmini, e si dissolve nel suolo. |
L’azoto è uno degli elementi essenziali che si trovano nei tessuti di tutti gli organismi viventi. Sebbene il 78% dell’atmosfera consista di azoto, gli esseri umani e gli animali non possono assorbirlo direttamente. La funzione principale dei batteri è quella di provvedere al nostro fabbisogno di azoto.
Il ciclo dell’azoto inizia con il gas azoto (N2) nell’aria. I batteri che vivono in alcune piante trasformano l’azoto nell’aria in ammoniaca (NH3). Ed altri tipi di batteri trasformano l’ammoniaca in nitrato (NO3). (Anche i fulmini hanno un ruolo importante nella trasformazione in ammoniaca dell’azoto presente nell’aria.
Alla fase seguente, le cose viventi che producono il loro stesso cibo, come le piante verdi, assorbono l’azoto. Gli animali e gli esseri umani, che non producono il loro stesso cibo, possono soddisfare il loro fabbisogno di azoto solo nutrendosi di tali piante.
L’azoto ingerito dagli animali e dagli esseri umani ritorna alla natura attraverso le loro feci ed i loro cadaveri, che i batteri decompongono. In questo processo, i batteri non solo servono a far pulizia, ma rilasciano l’ammoniaca, la fonte principale dell’azoto. Mentre una certa quantità di ammoniaca viene convertita in carbonio da altri batteri, e miscelata con l’aria, un’altra parte viene convertita in nitrato da altri tipi di batteri. Le piante ne fanno uso ed il ciclo continua.
Se in questo ciclo mancassero i batteri, la vita finirebbe. Senza batteri le piante non potrebbero sopperire alla loro necessità di carbonio e ben presto si estinguerebbero. Non è possibile parlare di vita in un posto dove non vi esistono le piante.
Il nucleo terrestre contiene dei pesanti elementi magnetici come il ferro ed il nichelio. Ma ciò che è più importante, però, è che il nucleo è costituito da due distinte strutture. La parte interna è solida, mentre la parte esterna è liquida. La parte esterna galleggia sulla sommità della parte interna, creando così un effetto magnetico sui metalli pesanti, che a loro volta formano un campo magnetico. La Cintura di Van Allen è una estensione di questa zona magnetica che arriva sino allo strato più lontano dell’atmosfera. Questo campo magnetico protegge la terra da qualsiasi possibile pericolo proveniente dallo spazio.
Tra i più seri di questi pericoli vi sono i “venti solari”. Oltre al calore, alla luce, ed alle radiazioni, il sole invia sulla terra un vento consistente in protoni ed elettroni che procedono ad una velocità di un milione e mezzo di chilometri l’ora.
I venti solari non possono passare attraverso la Cintura di Van Allen, che crea dei campi magnetici distanti 40.000 miglia dalla terra. Quando il vento solare, sotto forma di una pioggia di particelle, incappa in questo campo magnetico, si scompone e vi scorre intorno.
Se l’atmosfera non avesse uno scudo protettivo, la Terra sarebbe senza difesa contro lo sciame meteorico. |
Le zone atmosferiche che ci circondano fanno passare solo dei raggi innocui, le onde radio e la luce che vediamo raggiungere la terra. Se la nostra atmosfera non avesse tale impermeabilità, non potremmo usare le onde radio né godere della luce del giorno, che è alla base della vita.
Lo strato di ozono che circonda la terra impedisce ai dannosi raggi ultravioletti di arrivare sul nostro pianeta. Questi, raggi provenienti dal sole, sono così carichi di energia che potrebbero uccidere tutti gli esseri viventi sulla terra. Per questa ragione, proprio per renderci possibile la vita, lo strato di ozono è un’altra componente, creata appositamente, del “tetto conservato e protetto” del cielo.
L’ozono è prodotto dall’ossigeno. Mentre vi sono due atomi di ossigeno nelle molecole (O2) del gas ossigeno, ve ne sono tre atomi nelle molecole (O3) del gas ozono. I raggi ultravioletti provenienti dal sole aggiungono un altro atomo alla molecola dell’ossigeno, allo scopo di formare la molecola dell’ozono. Lo strato di ozono, formatosi a seguito della azione dei raggi ultravioletti, arresta proprio quest’ultimi, costituendo così una delle condizioni basilari per la vita sulla terra.
In breve, se il nucleo terrestre non avesse la proprietà di poter formare il campo magnetico, e l’atmosfera non avesse struttura e densità tali da poter filtrare i raggi a noi dannosi, non vi potrebbe essere vita sulla terra. Indubbiamente, è impossibile che tutto questo si sia potuto creare con l’opera dell’uomo o di qualunque altro essere vivente. Ed è evidente che è Allah che ha creato queste caratteristiche protettive, essenziali per la vita umana, ed anche che Egli ha progettato il cielo affinché funzioni per noi come un “tetto conservato e protetto”.
Il fatto che gli altri pianeti non abbiano un “tetto conservato e protetto” similare, è un’altra indicazione che la terra è stata appositamente creata per la vita dell’uomo. Ad esempio, l’intero nucleo del pianeta Marte è allo stato solido, e pertanto non vi può essere alcuno scudo magnetico protettivo. E dato che Marte non è così grande come la Terra, non vi è stata generata abbastanza pressione, atta a formare una parte del nucleo allo stato liquido. D’altra parte, per un pianeta, essere solamente della giusta grandezza, non è abbastanza per formarvi attorno un campo magnetico. Per esempio, il diametro di Venere è quasi lo stesso di quello della Terra. La sua massa è solo del 2% inferiore, ed il suo peso praticamente lo stesso. E pertanto, sia in termini di pressione che per altre ragioni, è inevitabile che una parte del nucleo di Venere si formi allo stato liquido. Ma cionostante non vi è alcun campo magnetico attorno a Venere, a causa della relativamente più bassa velocità di rotazione, se confrontata con quella della Terra. Mentre la terra completa la sua rotazione in un giorno, a Venere ne servono 243 di giorni.
Le dimensioni della luna e degli altri pianeti a noi vicini, e le loro distanze dalla terra, sono anch’esse importanti per la esistenza del campo magnetico che è il nostro “tetto conservato e protetto”. Se uno di questi pianeti fosse di dimensioni più grandi, avrebbe anche una forza di gravità più grande. E questo farebbe cambiare la velocità delle parti liquide e solide del nucleo terrestre, impedendo così la formazione del campo magnetico nelle sue caratteristiche attuali.
In breve, affinché il cielo possa essere il nostro “tetto conservato e protetto”, c’è bisogno che molte variabili, come la struttura del nucleo terrestre, la velocità della rotazione della terra, la distanza dagli altri pianeti, e le masse di tali pianeti, convergano tutte verso il punto più opportuno.
Non vedi dunque che Allah ha fatto scendere l'acqua dal cielo e poi l'ha guidata, nella terra, verso fonti sgorganti; quindi per suo tramite fa germinare graminacee dai diversi colori che poi appassiscono, e così le vedi ingiallite, e infine ne fa secchi frammenti. Certo questo è un Monito per coloro che hanno intelletto. (Surat az-Zumar: 21) |
Il Corano ci ricorda che questo è uno dei segni più evidenti dei quali l’uomo dovrebbe esserne “grato”:
È stato stimato che, in un secondo, circa 16 milioni di tonnellate di acqua evaporano dalla Terra. Il che equivale a 505 trilioni di tonnellate di acqua all’anno. Questa quantità è la stessa di quella che ricade sulla terra in un anno. L’acqua, pertanto, circola continuamente in un ciclo equilibrato, secondo “misura”. La vita sulla Terra dipende da questo ciclo. Anche se a questo scopo vi fosse impiegata tutta la tecnologia disponibile nel mondo, questo ciclo non potrebbe essere riprodotto artificialmente.
Anche solo una minima alterazione, in questo equilibrio, porterebbe presto ad uno squilibrio ecologico tale da causare la fine della vita sulla Terra. Però questo non succede mai, e la pioggia continua a cadere ogni anno in esattamente la stessa quantità, proprio come viene rivelato nel Corano.
L’adeguatezza della pioggia non è pertinente solo alla sua quantità, ma anche alla velocità di caduta delle gocce d’acqua che, non importa quanto siano grandi, non eccede mai un certo limite.
Philipp Lenard, un fisico Tedesco che ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica nel 1905, scoprì che la velocità di caduta della pioggia aumenta con il diametro della goccia fino alle dimensioni di 4.5 mm. (0.18 di pollice). Ma che per le gocce più grosse, comunque, la velocità di caduta non andava oltre gli 8 metri al secondo (26 piedi al secondo). (Keith C. Heidorn, Ph.D., "Philipp Lenard: Brushing the Teardrops from Rain (spazzolando via le lacrime dalla pioggia); (www.islandnet.com/~see/weather/history/lenard.htm). Egli attribuì questa variazione ai cambiamenti nella forma delle gocce causati dal flusso d’aria man mano che le dimensioni della goccia stessa aumentavano. Il cambiamento di tale forma in effetti aumentava la resistenza all’aria della goccia rallentandone la velocità di caduta.
Come si vede, il Corano può anche richiamare la nostra attenzione sugl’ingegnosi aggiustamenti della pioggia, che certo non potevano essere conosciuti 1.400 anni fa.
La schiuma che si forma sull’acqua salata della superficie degli oceani crea continuamente innumerevoli sottili bolle d’aria che, quando si rompono, danno origine a delle gocce d’acqua, ricche di sale, che vengono proiettate nell’atmosfera. Grazie ai venti che portano via queste gocce, nell’atmosfera vengono raccolti ventisette milioni di tonnellate di sale al giorno. Sale che costituisce il nucleo delle gocce di pioggia che poi si formano. Le particelle d’acqua che avvolgono i cristalli di sale vengono trasportate dagli oceani fino alle nuvole dove, diventate più pesanti dell’aria, si trasformano in pioggia che cade al suolo. |
Innumerevoli bolle d’aria, formate dallo schiumare degli oceani, si aprono senza sosta e causano la fuoriuscita di goccioline d’acqua salata che vengono proiettate verso il cielo, dove sono poi trascinate via dai venti e spinte sempre più su nell’atmosfera. Queste goccioline, chiamate anche aerosol, funzionano come delle trappole d’acqua, e formano nuvole di gocce radunando attorno a loro il vapore acqueo salito dai mari sotto forma di piccole gocce.
Le nuvole si formano dal vapore acqueo che si condensa attorno ai cristalli di sale o alle particelle di polvere nell’aria. Poiché le gocce d’acqua in queste nubi sono molto piccole (con un diametro tra 0.01 e 0.02 mm), le nuvole rimangono sospese nell’aria e si sparpagliano nel cielo, che così risulta coperto di nubi.
TERZA FASE: “ … e vedi allora le gocce uscire dai suoi recessi.”
Le goccioline d’acqua, che circondano i cristalli di sale e le particelle di polvere, si ispessiscono e formano le gocce di pioggia che, diventando più pesanti dell’aria, lasciano le nuvole ed iniziano a cadere al suolo sotto forma di pioggia.
Le gocce d’acqua che raggiungono le nuvole, dopo aver evaporato dai mari, contengono certe sostanze “che ridaranno vita” ad una terra morta. Queste gocce “apportatrici di vita” sono chiamate “gocce a tensione superficiale”, e si formano al livello più alto della superficie del mare, chiamato dai biologi microstrato. In questo strato, più sottile di un decimo di millimetro, vi sono molti resti organici lasciati dall’inquinamento causato dalle alghe microscopiche e dallo zooplancton. In alcuni di questi resti vi sono racchiusi degli elementi che sono molto rari nell’acqua di mare, come il fosforo, il magnesio, il potassio ed anche alcuni metalli pesanti come il rame, lo zinco, il cobalto ed il piombo. Queste gocce cariche di “fertilizzanti” vengono portate su verso il cielo dai venti, e dopo un po’ cadono al suolo all’interno delle gocce di pioggia. I semi e le piante sulla terra in queste gocce vi trovano numerosi sali metallici ed elementi essenziali per la loro crescita. Questo evento è rivelato in un altro versetto del Corano:
In breve, la pioggia è un importante fertilizzante. Una landa desolata può essere rifornita di tutti gli elementi essenziali per le piante, anche per più di 100 anni, e solo con i fertilizzanti che cadono con la pioggia. Anche le foreste si sviluppano e vengono nutrite con l’aiuto di questi aerosol provenienti dal mare.
In questo modo, 150 milioni di tonnellate di fertilizzanti cadono sull’intera superficie della terra ogni anno. Se questo tipo di fertilizzazione naturale non esistesse, vi sarebbe ben poca vegetazione sulla terra, e l’equilibrio ecologico ne verrebbe menomato.
È Lui Che vi ha dato la terra come culla e vi ha tracciato sentieri e dal cielo fa scendere l'acqua, per mezzo della quale facciamo germinare diverse specie di piante. (Surah Ta Ha: 53) |
Se il ghiaccio fosse più pesante dell’acqua (che è ciò che normalmente ci si aspetterebbe) allora i mari inizierebbero a congelarsi dal fondo. In questo caso non vi sarebbe l’effetto di isolamento dal freddo su menzionato, tutti i mari gelerebbero, e la vita nell’acqua ne verrebbe distrutta. Poiché il ghiaccio occupa più spazio dell’acqua, i mari congelati di conseguenza avrebbero bisogno di più spazio di prima, e ciò causerebbe l’acqua in superficie a salire ed a straripare.
Un altro fattore importante per la vita è che l’acqua alla temperatura di +4oC è nel suo stato più pesante. Nei mari, l’acqua che arriva a tale temperatura va a fondo, dato che è più pesante. Per questa ragione, in quei fondi marini ricoperti di iceberg l’acqua è sempre allo stato liquido, ad una temperatura di +4oC, dove gli esseri viventi possono sopravvivere. Per la stessa ragione la vita può continuare nei fondi dei laghi e dei fiumi anche se, d’inverno, questi sono ricoperti in superficie da uno strato di ghiaccio.
E vi ha sottomesso tutto quello che è nei cieli e sulla terra: tutto [proviene] da Lui. In verità in ciò vi sono segni per coloro che riflettono. (Surat al-Jathiyah: 13) |
L’aver stabilito un ordine generale grazie al quale una massa di 300.000 tonnellate d’ acqua può rimanere sospesa in cielo, è senza dubbio una impresa abbastanza sorprendente. Un versetto del Corano richiama la nostra attenzione sul peso delle nuvole:
Ciò che è interessante è che nonostante vi siano zone con temperature e pressioni altamente divergenti, come l’equatore ed i poli, il nostro mondo non è continuamente esposto a dei venti molto forti, grazie a delle barriere e a delle “regolazioni”. Se la gigantesca corrente d’aria, che altrimenti sicuramente si sarebbe formata tra i poli e l’equatore, non fosse stata mitigata dai mezzi che descriviamo più avanti, la terra sarebbe diventata un pianeta morto, costantemente esposto a forti tempeste.
Sono le differenze nell’altezza delle montagne terrestri quelle che per prime spezzano la forza dei venti, creando in effetti dei sistemi frontali di correnti d’aria calda e fredda. Visti dalla parte inferiore dei versanti delle montagne, questi sistemi danno origine a nuovi venti, più miti, che vengono incanalati, grazie ai dirupi lungo cui vengono immessi, in varie, differenti direzioni. E così il sistema iniziale che aveva un solo centro iniziale (il polo) ed un solo centro d’arrivo (l’equatore), diventa invece un sistema multicentro. Le catene di montagne sulla crosta terrestre funzionano come giganteschi corridoi d’aria, che danno modo ai venti di far arrivare l’aria uniformemente ovunque su tutta la terra.
Anche l’inclinazione dell’asse terrestre ha un ruolo importante nel mitigare i venti. Se l’asse fosse stato esattamente perpendicolare alla sua orbita, la terra sarebbe stata soggetta dappertutto a violente tempeste. Ma l’equatore del nostro pianeta è inclinato ad un angolo di 23o27’, rispetto al suo piano orbitale. E così la temperatura non rimane sempre la stessa nelle zone tra i due poli, ma cambia secondo l’avvicendamento delle stagioni. Questo significa che la pressione dell’aria viene così equilibrata, e che pertanto la forza dei venti viene diminuita. Come la differenza di temperatura tra l’equatore ed i due poli diminuisce, i venti divengono più caldi.
In aggiunta, due strati gassosi sono stati creati e disposti attorno al nostro pianeta, sempre al fine di equilibrare le differenze di temperatura nell’atmosfera. I due gas sono l’ozono e l’anidride carbonica. Lo strato di ozono assorbe i raggi solari “in eccesso”. L’anidride carbonica invece ha la funzione opposta: ritiene il calore che acquisisce, e così impedisce un raffreddamento eccessivo.
Tutto questo materiale dimostra che l’uomo deve la sua vita ad un grande sistema, che a sua volta contiene dei sottosistemi sempre più complessi. L’intero universo è stato creato al fine di rendere possibile la vita dell’uomo.
Colui Che ha creato sette cieli sovrapposti senza che tu veda alcun difetto nella creazione del Compassionevole. Osserva, vedi una qualche fenditura? Osserva ancora e ancora: il tuo sguardo ricadrà, stanco e sfinito. (Surat al- Mulk: 3-4) |