Egli è il Creatore dei cieli e della terra ... (Surat al-An’am:101) |
Allah ha mandato il Corano alle genti quattordici secoli fa. Alcuni fatti, che si sono potuti appurare solo con la tecnologia del 20° secolo, erano già stati affermati nel Corano quattordici secoli fa. Questo chiaramente ci dimostra che il Corano è una delle prove più importanti che ci portano a riconoscere l’esistenza di Allah.
Nel Corano esistono molte prove che il libro è opera di Allah, che ce lo ha mandato, e che niente di simile potrà mai essere prodotto dal genere umano. Una di queste prove è che i versetti del Corano esistono nel nostro universo:
Secondo il versetto: “Mostreremo loro i Nostri Segni nell’universo e nelle loro stesse persone, finché non sia loro chiaro che questa è la Verità. Non ti basta che il tuo Signore sia testimone di ogni cosa?” (Surah Fussilat: 53), molte delle informazioni date nel Corano trovano il loro correlato nel mondo esterno, dato che Allah ha creato ogni cosa nell’universo e, pertanto, ne possiede completa conoscenza. Egli ha anche rivelato il Corano. Per questa ragione molte delle informazioni e delle analisi che vi sono contenute, saranno viste e riconosciute come tali da quei saggi e scrupolosi credenti che hanno discernimento.
Comunque non ci si deve scordare che il Corano non è un “libro di scienza”. Lo scopo della rivelazione del Corano viene così affermato nei versetti:
Il Corano, comunque, dà anche delle informazioni di base su certi soggetti come la creazione dell’universo, la nascita dell’uomo, la struttura dell’atmosfera, e gli equilibri esistenti nei cieli ed in terra. Che queste informazioni siano in accordo con le più recenti scoperte della scienza moderna, è un fatto importante, nel senso che ancora una volta viene confermato che il Corano è “la Parola di Allah”. Secondo il versetto: “Non meditano sul Corano? Se provenisse da altri che da Allah, vi avrebbero trovato molte contraddizioni” (Surat an-Nisa: 82), vi è un perfetto accordo tra le affermazioni del Corano ed il mondo esterno.
Nelle pagine seguenti ci soffermeremo sui straordinari parallelismi tra le informazioni sull’universo date dal Corano e la scienza.
Secondo questa opinione, conosciuta come “modello dell’universo statico”, l’universo non aveva né principio né fine.
Con l’asserire che l’universo è un insieme di sostanze fisse, statiche ed immutabili, questa opinione ha costituito la base della filosofia materialista, e di conseguenza ha escluso l’esistenza di un Creatore.
Ma con i progressi scientifici del ventesimo secolo, però, il modello di un universo statico è stato completamente sradicato.
Ora siamo nel ventunesimo secolo, ed una nuova era è iniziata. Grazie a numerosi esperimenti, osservazioni e calcoli, effettuati da alcuni dei pensatori più importanti del mondo, la fisica moderna ha fornito le prove che l’universo ha davvero avuto un inizio, e che ha avuto origine dal nulla, istantaneamente ed a seguito di una enorme esplosione. Ed è stato inoltre stabilito che l’universo non è né fisso né statico, come sostengono ostinatamente i materialisti. Al contrario, è soggetto ad un costante processo di movimento, di cambiamento e di espansione. Questi fatti, stabiliti di recente, ed oggi universalmente accettati dalla comunità scientifica, sono serviti a seppellire definitivamente la teoria dell’universo statico.
L’origine dell’universo è descritta nel Corano nei versetti seguenti:
Tutto ciò che è nei cieli e nella terra glorifica Allah. Egli è l'Eccelso, il Saggio. Appartiene a Lui la sovranità dei cieli e della terra. Egli dà vita e dà morte, Egli è l'Onnipotente. (Surat al- Hadid: 1-2) |
Fino agli inizi del ventesimo secolo l’opinione prevalente nel mondo scientifico era che “l’universo ha una natura costante ed è esistito da tempo infinito”. La scienza moderna, gli studi ed i calcoli condotti con i mezzi della tecnologia moderna hanno invece rivelato che l’universo ebbe in effetti un inizio e che da allora si “espande” continuamente.
Agli inizi del ventesimo secolo, il fisico Russo Alexander Friedmann ed il cosmologo Belga Georges Lemaître hanno teoreticamente calcolato che l’universo è in costante movimento e che si sta espandendo.
Questo concetto fu poi confermato a seguito di osservazioni condotte nel 1929. Mentre stava osservando il cielo con un telescopio, l’astronomo Americano Edwin Hubble scoprì che le stelle e le galassie si muovevano allontanandosi costantemente l’una dall’altra.
Questa scoperta è considerata una delle più grandi nella storia dell’astronomia.
Durante queste sue osservazioni, Hubble stabilì che le stelle emettono una luce che diventa sempre più rossa man mano che aumenta la loro distanza dal punto di osservazione. E questo è dovuto ad una nota legge fisica che stabilisce che la luce emessa da una stella assume una sfumatura violetta se la stella si avvicina, o rossastra se si allontana. Hubble notò la tendenza ad assumere un colore sempre più rosso nella luce emessa dalle stelle che osservava, e ne dedusse che le stelle si allontanavano sempre di più, senza sosta.
Pertanto un universo dove ogni cosa si allontana da ogni altra cosa, è un universo in continua espansione.
Gli studi e le osservazioni condotte negli anni seguenti hanno confermato che l’universo è infatti in espansione costante.
Per comprendere più chiaramente tutto questo, si immagini che l’universo sia la superficie di un pallone che si sta gonfiando.
Allo steso modo in cui più il pallone si gonfia, più si distanziano i punti sulla sua superficie, così i corpi celesti si allontanano uno dall’altro man mano che l’universo si espande.
Questo fu teoreticamente scoperto da Albert Einstein, considerato uno dei più grandi scienziati del ventesimo secolo.
Ma, al fine di evitare di contrastare il modello di un “universo statico” che era generalmente accettato ai suoi tempi, Einstein lasciò da parte questa sua scoperta. E più tardi se ne pentì, descrivendo questa sua decisione come la cantonata più grande della sua vita.
("Edwin Hubble;" www.time.com/time/time100/scientist/profile/hubble.html)
Questo fatto è stato spiegato nel Corano quando i telescopi e similari sviluppi tecnologici erano ben lontani da essere inventati. E questo è perché il Corano è la Parola di Allah: il Creatore ed il Sovrano di tutto l’universo.
Nell’universo, il concetto di velocità assume dimensioni gigantesche, se comparato con le misurazioni terrestri. Le stelle, i pianeti, le galassie ed i conglomerati di galassie – le cui proprietà numeriche possono solo essere immaginate da dei matematici – pesano miliardi o trilioni di tonnellate, e si spostano nello spazio a velocità straordinarie.
Quello è Allah, il vostro Signore! Non c'è altro dio che Lui, Creatore di tutte le cose. AdorateLo dunque. E' Lui che provvede ad ogni cosa. Gli sguardi non lo raggiungono, ma Egli scruta gli sguardi. E' il Perspicace, il Ben Informato. [Di' loro]: «Da parte del vostro Signore vi sono giunti appelli alla lungimiranza. Chi dunque vede chiaro, è a suo vantaggio; chi resta cieco, è a suo danno. (Surat al-An’am: 102-104) |
La velocità della Terra quando orbita attorno al Sole, poi, è circa 60 volte più di quella del proiettile: 108.000 chilometri l’ora. Se fossimo capaci di costruire un veicolo capace di procedere a quella velocità, questo potrebbe circumnavigare la Terra in 22 minuti.
Queste cifre sono pertinenti solo per la Terra. Quelle per il Sistema Solare sono ancora più affascinanti, vanno addirittura oltre i limiti della ragione: più grandi sono i sistemi nell’universo, e più grande è la loro velocità. La velocità con cui il Sistema Solare orbita al centro della galassia è di 720.000 chilometri l’ora. La Via Lattea, con i suoi circa 200 miliardi di stelle, si muove nello spazio a 950.000 chilometri l’ora.
Non vi è dubbio che esiste un alto rischio di collisioni in un sistema così complicato e veloce. Eppure niente del genere succede, e noi continuiamo le nostre vite in piena sicurezza. Tutto questo è possibile perché ogni cosa nell’universo funziona secondo l’impeccabile equilibrio predisposto da Allah. Ed è per questa ragione che, come si afferma nel versetto, non vi è alcuna “difetto” nel sistema.
Le stelle, i pianeti ed i satelliti ruotano tutti attorno al loro asse, ma anche insieme al sistema di cui fanno parte, che ruota a sua volta su se stesso. Il funzionamento dell’universo è finemente sintonizzato, proprio come gli ingranaggi di una fabbrica.
Vi sono più di 100 miliardi di galassie nell’universo visibile, ed ogni piccola galassia contiene circa un miliardo di stelle, mentre ogni grande galassia ne contiene più di un trilione. (World Book Encyclopedia, 2003; contributo di: Kenneth Brecher, Ph.D., Professore di Astronomia e Fisica, Università di Boston, USA.)
Molte di queste stelle hanno dei pianeti, e molti di questi pianeti hanno dei satelliti. Tutti questi corpi celesti seguono traiettorie e orbite minuziosamente calcolate. Per milioni di anni ogni corpo celeste si è mosso seguendo la sua traiettoria in perfetta armonia con tutti gli altri. A questi corpi celesti si devono poi aggiungere anche innumerevoli comete che si spostano secondo le loro traiettorie predeterminate.
Vi è poi anche da considerare che le traiettorie nell’universo non sono limitate solo a pochi corpi celesti. Il nostro Sistema Solare, ed anche altre galassie, si esibiscono in un considerevole movimento attorno ad altri centri. Ogni anno la Terra, e con essa il Sistema Solare, si spostano di circa 500 milioni di chilometri dal posto dove erano l’anno prima. È stato calcolato che anche una minima deviazione dalla traiettoria dei corpi celesti potrebbe avere delle drastiche conseguenze, che potrebbero significare la fine dell’intero sistema. Ad esempio, consideriamo le conseguenze di una deviazione della Terra dal suo corso orbitale prestabilito, anche di solo 3 millimetri, in un senso o nell’altro:
“Mentre ruota attorno al sole, la terra segue un’orbita che, ogni 18 miglia, devia di solo 2.8 millimetri dal corso diretto. L’orbita seguita dalla terra non cambia mai, perché anche una deviazione di soli 3 millimetri causerebbe dei disastri catastrofici: se la deviazione fosse di 2.5 mm invece di 2.8 mm, allora l’orbita sarebbe molto ampia, e tutti noi congeleremmo. E se la deviazione fosse di 3.1 mm, moriremmo invece abbrustoliti.” (Bilim ve Teknik, Luglio 1983)
Un’altra caratteristica dei corpi celesti è che essi ruotano anche attorno ai loro stessi assi. Il versetto che dice “[Io giuro] per il cielo che ritorna incessantemente” (Surat at-Tariq: 11) indica questa verità. Naturalmente, al tempo in cui il Corano fu rivelato, la gente non aveva dei telescopi con cui studiare dei corpi celesti lontani milioni di chilometri nello spazio, né una progredita tecnologia per le osservazioni o la nostra attuale moderna conoscenza della fisica e dell’astronomia. Era pertanto impossibile stabilire che lo spazio aveva “le sue orbite oscillanti,” (Surat adh-Dhariyat: 7), come è descritto nel versetto. Il Corano comunque, rivelato a quei tempi, fornisce una chiara informazione al riguardo. E questa è la prova che questo libro è in effetti la parola di Allah.
La troposfera, situata da 13 a 15 chilometri (da 8 a 9.3 miglia) sopra la Terra, fa sì che il vapore acqueo che si solleva dalla superficie terrestre si condensi, e venga rispedito giù sotto forma di pioggia. Lo strato di ozono, il più basso della stratosfera, ad una altezza di 25 chilometri (15.5 miglia), riflette le radiazioni dannose e la luce ultravioletta provenienti dallo spazio, e ve li rimanda indietro.
La ionosfera riflette le onde radio trasmesse dalla Terra rimandandole giù verso differenti parti del mondo, proprio come fa un satellite passivo per le telecomunicazioni. E così rende possibili la trasmissione senza fili, e la diffusione della radio e della televisione su lunga distanza. Lo strato della magnetosfera respinge indietro nello spazio, prima che raggiungano la Terra, le dannose particelle radioattive emesse dal Sole e da altre stelle.
Il fatto che queste proprietà degli strati dell’atmosfera, che sono state dimostrate solo da poco tempo, fossero annunciate già secoli fa nel Corano, ancora una volta dimostra che il Corano è la parola di Allah.
2- Stratosfer 3- Mezosfer 4- Termosfer 5- Ekzosfer 6- İyonosfer 7- Manyetosfer |
Oggi si sa che l’atmosfera del mondo consiste in strati differenti sovrapposti l’uno sull’altro. (Michael Pidwirny, "Atmospheric Layers (Strati Atmosferici)," 1996, http://royal.okanagan.bc.ca /mpidwirn/atmosphereandclimate/ atmslayers.html). Basandosi sui criteri dei contenuti chimici, o sulla temperatura dell’aria, le definizioni che sono state fatte hanno determinato che l’atmosfera della Terra è in sette strati. ("Numerical Prediction Models used by NWS (Modelli di Predizione Numerica usati dalla NWS) Integrated Publishing; www.tpub.com/weather3/4-27.htm).
Anche secondo il "Limited Fine Mesh Model (LFMMII)," un modello dell’atmosfera usato per la previsione delle condizioni del tempo nelle prossime 48 ore, l’atmosfera ha sette strati. E secondo le moderne definizioni geologiche i sette strati dell’atmosfera sono i seguenti:
I versetti che seguono ci informano sull’apparizione dei sette strati nell’atmosfera:
Ma ci si dovrebbe ricordare che la comprensione dell’astronomia di quei tempi percepiva il mondo in modo diverso. Allora si pensava che il mondo fosse un piano piatto, e tutti i calcoli e le spiegazioni scientifiche si basavano su questa credenza. Ma il glorioso Corano ha impiegato le parole più risolutive quando ha dovuto descrivere l’universo. Questi fatti, che abbiamo potuto capire correttamente solo nel nostro secolo, erano già nel Corano da moltissimo tempo.
Dapprima si pensava che le montagne fossero semplicemente delle parti sporgenti della superficie terrestre. Ma poi gli scienziati capirono che non era così, e che quelle parti chiamate radici delle montagne si prolungavano sottoterra dalle 10 alle 15 volte la loro altezza. Grazie a queste caratteristiche, le montagne hanno una funzione uguale a quella di un chiodo o di un piolo che assicura saldamente al suolo una tenda. Ad esempio, il Monte Everest, la cui cima svetta fino a 9 chilometri d’altezza, ha una radice profonda oltre i 125 chilometri (77.7 miglia). (Prof. Zighloul Raghib El-Naggar, "The Miraculous Qur'an (Il Miracoloso Corano);" www.wamy.co.uk/announcements3.html)
Le montagne sono emerse a seguito degli spostamenti e collisioni delle massicce placche che formano la crosta terrestre. Quando due di queste placche entrano in collisione, la più forte delle due si infila sotto l’altra, che si piega formando così delle alture e delle montagne. Lo strato sottostante continua a muoversi sottoterra estendendosi in profondità, e di conseguenza, come accennato sopra, le montagne hanno una parte che si allarga verso il basso grande come la loro parte visibile in superficie.
In un testo scientifico, la struttura delle montagne viene così descritta:
Il Professor Slaveda, un rinomato geologo sottomarino, ha così commentato il modo in cui le montagne hanno degli steli a forma di radice che le attaccano alla superficie terrestre:
La differenza fondamentale tra le montagne continentali e quelle oceaniche consiste nel materiale che le compongono … ma il denominatore comune ad ambedue è che sono provviste di radici che le supportano. Nel caso delle montagne continentali, il materiale che le compone, leggero e a bassa densità, si affonda nella terra come una radice. Ed anche nel caso delle montagne oceaniche vi è del materiale leggero che le supporta come una radice … e pertanto la funzione delle radici è quella di essere da supporto alle montagne, secondo la legge di Archimede. (www.beconvinced.com/science/QURANMOUNTAIN.htm)
Inoltre, il Dr. Frank Press, ex-Presidente della Accademia Nazionale delle Scienze Americana, in un suo libro dal titolo Earth (La Terra), che viene ancora usato come libro di testo in moltissime università, afferma che le montagne sono come dei pali, e che sono seppellite in profondità sotto la superficie terrestre. (Frank Press, and Raymond Siever, Earth, 3rd ed. San Francisco: W. H. Freeman & Company, 1982)
In altri versetti, questo ruolo delle montagne viene descritto paragonandolo ai “pioli”:
G.B Airy, nel 1855, prospettò che la crosta terrestre si poteva paragonare ad una massa di tronchi di legno galleggianti sull’acqua, e pertanto così come i tronchi più grossi galleggiano sull’acqua meglio dei piccoli, le sezioni più spesse della crosta terrestre galleggiano sopra un substrato liquido o plastico di una maggiore densità. Airy suggeriva che le montagne avessero profonde radici rocciose di bassa densità, che invece mancano nelle pianure. Quattro anni dopo che Airy ebbe dato alla stampa i suoi lavori, J.H. Pratt offrì una ipotesi alternativa ... argomentando che le colonne rocciose sottostanti le montagne dovevano necessariamente, data la la loro maggiore lunghezza, avere una densità minore di quella delle colonne rocciose sotto le pianure. Sia l’ipotesi di Airy che quella di Pratt sottintendono che le irregolarità presenti nella superficie della terra sono bilanciate dalle differenze di densità delle rocce sottostanti i maggiori aspetti tipici della crosta terrestre (montagne e pianure). Questo stato di EQUILIBRIO viene descritto con il concetto di ISOSTASI.
(M. J. Selby, Earth's Changing Surface (La Superficie Terrestre Mutante), (Oxford: Clarendon Press: 1985), 32.)
Oggi sappiamo che lo strato roccioso esterno della superficie terrestre è spinto da profonde depressioni e suddiviso in placche fluttuanti sopra la lava fusa. Dato che la terra ruota velocemente attorno al suo stesso asse, se non fosse per l’effetto bloccante delle montagne, il terreno non si depositerebbe sulla superficie terrestre, l’acqua non si accumulerebbe nel terreno, non vi sarebbe vegetazione, e non si potrebbero costruire né strade né case. In breve, la vita sulla Terra non sarebbe possibile. Grazie alla misericordia di Allah, però, le montagne funzionano come se fossero chiodi e, in gran parte, impediscono i movimenti della superficie della Terra.
Questo ruolo vitale delle montagne, reso noto solo a seguito delle moderne ricerche geologiche e sismiche, fu rivelato nel Corano secoli addietro come esempio della suprema saggezza insita nella creazione di Allah.
... ogni particella ha la sua antiparticella di carica opposta ... la indeterminazione della relazione ci dice che la creazione e l’annientamento delle coppie nel vuoto accadono sempre, dapertutto. (Henning Genz, "Nothingness: The Science of Empty Space, (Il Nulla: La Scienza dello Spazio Vuoto," 205, www.2think.org/nothingness.shtml)
Un altro esempio di dualità nella creazione sono le piante. I botanici hanno scoperto che le piante hanno generi distinti circa 100 anni fa. Eppure il fatto che le piante sono create in coppia fu rivelato nei seguenti versetti del Corano 1.400 anni fa:
È interessante notare che, durante un periodo quando vi era scarsa conoscenza dei fenomeni fisici, della tensione superficiale, o della oceanografia, questa verità fosse rivelata nel Corano.
(Dr. Mazhar U. Kazi, 130 Evident Miracles in the Qur'an (Miracoli Evidenti nel Corano), [New York, USA: Crescent Publishing House: 1998], 110-111; and www.wamy.co.uk/ announcements3.html, from Prof. Zighloul Raghib El-Naggar's speech.)
E non solo il ferro che si trova sulla Terra, ma anche quello nell’intero Sistema Solare proviene dallo spazio extraterrestre, poiché la temperatura nel Sole è inadeguata alla formazione del ferro. Il Sole ha una temperatura di superficie di 6.000 gradi Celsius (11.000 gradi Fahrenheit), ed una temperatura interna di circa 20 milioni di gradi (36 milioni di gradi Fahrenheit). Il ferro pertanto può essere prodotto solo in stelle molto più grandi del Sole, dove la temperatura raggiunge qualche centinaia di milioni di gradi. Quando l’ammontare del ferro prodotto in una stella eccede un certo livello, la stella non può più contenerlo ed alla fine esplode in quella che viene chiamata “nova” o “supernova”. Queste esplosioni fanno si che il ferro venga emesso nello spazio (Dr. Mazhar U. Kazi, 130 Evident Miracles in the Qur'an (Miracoli Evidenti nel Corano), [New York, USA: Crescent Publishing House: 1998], 110-111; and www.wamy.co.uk/ announcements3.html, from Prof. Zighloul Raghib El-Naggar's speech.)
Una fonte scientifica fornisce le seguenti informazioni su questo soggetto:
Tutto questo sta a dimostrare che il ferro non si è formato sulla Terra, ma che fu trasportato dalle supernova, ed “inviato giù” come asserito nel versetto. È chiaro che questo non poteva essere conosciuto nel settimo secolo, quando il Corano fu rivelato. Cionondimeno, questo fatto viene riferito nel Corano, la parola di Allah, Colui che racchiude tutte le cose nella Sua infinita conoscenza.
L’astronomia ha anche rivelato che pure altri elementi si sono formati fuori dalla Terra. Nella espressione “inviammo giù anche il ferro” nel versetto, la parola “anche” potrebbe senz’altro riferirsi a questa ipotesi. Ma comunque il fatto che il versetto menzioni particolarmente il ferro è davvero sbalorditivo, se si considera che queste scoperte sono state fatte alla fine del ventesimo secolo. Nel suo libro Nature's Destiny (Destino della Natura), il noto microbiologo Michael Denton mette in evidenza l’importanza del ferro:
Di tutti i metalli non ve ne è alcuno più essenziale per la vita del ferro. È l’ accumulo del ferro nel centro di una stella che fa scattare una esplosione supernova e il susseguente spargimento degli atomi vitali della vita dappertutto nel cosmo. È stata l’attrazione della forza di gravità sugli atomi di ferro al centro della terra primordiale che ha generato il calore che ha causato la iniziale differenziazione chimica della terra, il degassamento della primitiva atmosfera, ed in definitiva la formazione dell’idrosfera. È il ferro fuso al centro della terra che, agendo come una gigantesca dinamo, genera il campo magnetico terrestre, che a sua volta crea le fasce di radiazione Van Allen che proteggono la superficie della terra dalle penetranti radiazioni cosmiche ad alta energia, e proteggono l’essenziale strato di ozono dalla distruzione dei raggi cosmici ...
Senza l’atomo del ferro non vi sarebbe vita basata sul carbonio nel cosmo; nessuna supernova, nessun riscaldamento della terra primordiale, nessuna atmosfera o idrosfera. Non vi sarebbe alcun campo magnetico protettivo, nessuna fascia di radiazione Van Allen, nessun metallo per produrre la emoglobina [nel sangue umano], nessun metallo per domare la reattività dell’ossigeno, e nessun metabolismo ossidativo.
L’affascinante ed intima relazione tra la vita ed il ferro, tra il colore rosso del sangue e la morte di qualche stella distante, non solo indica l’attinenza dei metalli alla biologia ma anche la biocentralità del cosmo ... (Michael J. Denton, Nature's Destiny (Il Destino della Natura) [The Free Press: 1998], 198.)
Questo resoconto indica chiaramente l’importanza dell’atomo del ferro. Il fatto della particolare attenzione nel Corano per questo elemento ne mette in risalto il valore. Vi è inoltre un’altra verità nascosta nel Corano che sottolinea l’importanza del ferro: Surat al-Hadid 25, che si riferisce al ferro, contiene due codici matematici abbastanza interessanti.
"Al- Hadid" è la 57° Sura del Corano. La abjad della parola "Al-Hadid" in Arabo, quando si addizionano i valori numerologici delle sue lettere, è anch’essa 57. (Per i calcoli abjad vedere la sezione sui Calcoli Numerologici (AbjD) nel Corano).
Il valore numerologico della parola “hadid” da solo è 26. E 26 è il numero atomico del ferro.
Inoltre, particelle di ossido di ferro sono state usate nel metodo di trattamento del cancro chiamato MagForce Nanotherapy sin dal 2003. Il Dottor Andreas Jordan, del famoso a livello mondiale ospedale Charité Hospital, in Germania, distrugge le cellule cancerose, senza causare alcun danno alle cellule sane, con questa tecnica da lui approfondita – ipertermia a fluido magnetico.
Questo metodo di trattamento può essere sunteggiato come segue:
1- Un liquido contenete particelle di ossido di ferro viene iniettato dentro il tumore a mezzo di una speciale siringa. Queste particelle si diffondono attraverso le cellule del tumore. La quantità di liquido iniettato consiste in 1 cm3 di ossido di ferro contenente migliaia di milioni di particelle (1.000 volte più piccole dei corpuscoli del sangue rosso) che possono facilmente scorrere attraverso tutte le vene. ("Highlights;" www.inm-gmbh.de/cgi-bin/frame/ frameloader.pl? sprache= en&url=http://www.inm-gmbh.de/htdocs/ technologien/highlights/ highlights_en.htm)
2- Il paziente viene poi posizionato in una macchina con un potente campo magnetico.
3- Questo campo magnetico, apposto all’esterno, inizia a movimentare le particelle di ferro nel tumore. Nel frattempo la temperatura nel tumore contenente le particelle di ossido di ferro si eleva fino a 45 gradi Celsius (113 gradi Fahrenheit).
4- in pochi minuti le cellule cancerose, incapaci di proteggersi dal calore, vengono o indebolite o distrutte. Il tumore può essere allora completamente estirpato con una susseguente chemioterapia.
("Nanotechnology successfully helps cancer therapies (La nanotecnologia coadiuva con successo le terapie per il cancro)," IIC Fast Track, Nanotech News from Eastern Germany, Industrial Investment Council, October 2003; www.iic.de/uploads/media/ NANO_FT_Nov2003_01.pdf)
Il diffondersi di questa tecnica è un considerevole sviluppo nel trattamento di questa malattia potenzialmente letale. Nel trattamento di un male così diffuso come il cancro, l’uso della espressione “il ferro nel quale giace grande forza e che ha molti usi per il genere umano” (Surat al-Hadid: 25) nel Corano è particolarmente degno di nota. In quel versetto, infatti, il Corano sembra indicare i benefici del ferro per la salute degli uomini. (Allah ne sa di più).